Opinione senza voce

Copertina del libro
Copertina del libro

Opinione pubblica o “opinione sociale”? Mascia Ferri, dopo l’analisi del contributo sociologico di Walter Lippmann (Come si forma l’opinione pubblica, Angeli, 2006) torna sul tema, affrontato anche in un recente seminario di demodoxalogia (S. Martino al Cimino, 2009), con La voce muta: analisi dell’opinione sociale nel dopoguerra (Ecig, 2009). Secondo l’autrice, in sostanza, il concetto di “opinione pubblica” è suggestivo ma inadatto a un rigoroso approccio scientifico: esistono troppe incertezze sulla definizione; c’è un diffuso pregiudizio che sia un “soggetto” sociale (la personificazione dell’opinione pubblica di cui scrive Allport nel 1937); soprattutto sono deludenti i risultati teorici e empirici fin qui conseguiti. In tale severa critica all’opinione pubblica Ferri, pur apprezzando i contributi di Luhmann e Habermas, pur sottolineando la novità del “sondaggio deliberativo” di Fishkin, evidenzia:

“l’idea disomogenea di opinione pubblica, che impedisce alle scienze sociali di orientare la ricerca in termini pragmatici” e, dunque “la necessità di individuare un altro strumento operativo”: più utile dunque parlare di opinione sociale, definita “il risultato della relazione tra eventi storici, economici, politici, sociali e psicologici” (p.11).

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Sostiene l’Eco di Truman

Umberto Eco intervistato da Fazio
Umberto Eco intervistato da Fazio

Forse era ironica la battuta di Umberto Eco, impegnato nella tournée promozionale del suo ultimo romanzo, la spy-story Il cimitero di Praga (Bompiani, 2010). Certamente le parole dello scrittore riguardano un concetto caro ai demodoxaloghi. Intervistato da Fabio Fazio (“Che tempo che fa”, Raitre, 31 ottobre 2010) il professore, tra l’altro, riporta alla Praga ottocentesca una famosa affermazione di Harry S. Truman (senza nominarlo) dei tempi della “guerra fredda”. Sostiene Eco:

“quello che cerco di far venir fuori è la logica dei servizi segreti di ogni epoca, che credono soltanto se gli dai come materiale prezioso cose già pubblicate. Cioè ogni servizio di dossieraggio, fatto per le polizie segrete, consiste nell’usare ritagli stampa. Allora come oggi.”

In realtà è l’allora presidente USA a sostenere – immaginiamo lo stupore dei suoi interlocutori – che molte informazioni riservate sono tranquillamente pubblicate sui giornali più diffusi in edicola.

Come corollario di tale suggestiva dottrina Truman i demodoxaloghi hanno però sottolineato che è sempre la capacità di leggere le notizie che fa la differenza: e soprattutto per tali ragioni, nell’ambito dell’Open Source Intelligence, è utilissima l’indagine demodoxalogica (“inde”).

Comprendere la demodoxalogia

Intervento al seminario di demodoxalogia, San Martino al Cimino, 26/10/2009

La demodoxalogia è una misconosciuta tradizione di studi italiana, contemporanea ai più rinomati approcci pionieristici nordamericani sulla comunicazione e i mass media. Mentre Harold Lasswell pubblica Propaganda Technique in the World War I (1927), Paolo Orano, considerato il fondatore della demodoxalogia, indica l’opinione pubblica come oggetto di scienza già nel 1928: “una potenza con la quale il potere di governo, il regime politico, deve trattare e alla quale può anche soccombere”. Lo statunitense parla dalla democratica America, l’italiano dalla Facoltà fascista di scienze politiche di Perugia: il differente contesto spiega gran parte del successo della Content Analisys e della cattiva fama della demodoxalogia (italianizzata in “demodossalogia” per le famigerate fisime di purezza linguistica dell’epoca).

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Opinione Censis

Copertina del Rapporto Censis 2009
Copertina del Rapporto Censis 2009

Dal 1967 il Censis suona le campane e chiama a raccolta gli italiani per l’annuale Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Nelle oltre seicento pagine del volume (Franco Angeli, 2009) il Centro studi investimenti sociali interpreta la realtà nazionale con il suo riconoscibile piglio e una metodologia che, tra l’altro, permette il confronto con i report degli anni passati.

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Bombe e propaganda

Copertina del libro
Copertina del libro

Bombe su Palermo di Alessandro Bellomo e Clara Picciotto è un approfondito studio sugli attacchi aerei subiti dalla città di Palermo tra il 1940 e il 1945: una ricerca condotta in diversi archivi storici italiani e stranieri che riporta la cronaca dettagliata degli eventi e dei protagonisti che si concentrarono in quello strategico teatro di guerra. Nel volume, edito dall’Associazione Italia, sono pubblicate numerose fotografie che documentano con precisione gli eventi bellici trattati. Per quello che più ci interessa, in una delle appendici del volume intitolata “l’uso della propaganda durante la seconda guerra mondiale”, Selene Grimaudo sottolinea il decisivo apporto della demodoxalogia alle attività di intelligence dei nostri militari:

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Tecnologie dell’umanità

Copertina del libro di Nicoletti e Moriggi
Copertina del libro di Nicoletti e Moriggi

La blu o la rossa? Da quando Nestlé non produce le smarties blu (non si e’ trovato un colorante naturale alternativo al famigerato E133), non c’è dilemma: tocca sceglierla rossa la macchina per fughe domestiche… Come nella saga dei Wachowski, rinunciare all’illusione che sembra vera e optare per la consapevolezza della realtà apparentemente finta: probabilmente una prospettiva difficile da accettare al di fuori dell’affabile “confraternita” di Gianluca Nicoletti, un pubblico di migranti digitali che dimora volentieri nei social network predicati e praticati dal vate umbro (in passato Second Life, ora Facebook). La demodoxalogia li descriverebbe magari come un pubblico soggettivo-virtuale: appassionati nicolettiani per scelta consapevole e, visti dall’esterno, audience riconoscibile del nicolettismo.

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Sul giornalismo di Pulitzer

Studenti di giornalismo, 1912 (Columbia University, New York)
Studenti di giornalismo, 1912 (Columbia University, New York)

Ancora inedito in Italia, esce il prossimo 5 novembre Sul giornalismo di Joseph Pulitzer (1847-1911) edito da Bollati Boringhieri. Abbiamo letto in anteprima il volumetto che raccoglie due saggi del giornalista-editore di origine ungherese e una postfazione di Mimmo Candito: considerate le recenti polemiche sulla libertà di stampa e altre criticità endemiche specialmente nel giornalismo italiano, dobbiamo riconoscere che i temi affrontati da Pulitzer restano per noi di straordinaria attualità anche a un secolo dalla loro prima pubblicazione (“La scuola di giornalismo alla Columbia University” esce nel 1904 sul North American Review, “Il potere dell’opinione pubblica” è ripreso dall’Encyclopedia Americana). Così, con riferimento a quello che Pulitzer teorizza all’inizio del Novecento, rivendicando “la costruzione di una solida professionalità (tecnica e etica) del giornalismo come filtro essenziale di garanzia per un uso corretto […] delle informazioni” (p.124), oggi possiamo guardare perfino a internet, come a qualsiasi altro mezzo di comunicazione, con ulteriori argomenti a favore del ruolo di responsabilità dei comunicatori (dai giornalisti ai blogger) coinvolti nei processi di produzione dell’informazione, siano essi verticali o peer to peer.

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Unesco e demodoxalogia

Un documento dell’Unesco (l’organizzazione dell’ONU per l’educazione, la scienza e la cultura) datato 7 marzo 1956 è di eccezionale importanza nella storia del giornalismo e della demodoxalogia: si tratta della relazione riservata di Jacques Bourquin (Univ. di Losanna) sulla formazione professionale dei giornalisti in alcuni paesi europei; tale ricerca è stata realizzata in occasione della riunione internazionale degli esperti di formazione professionale dei giornalisti, svoltasi nella sede dell’Unesco dal 9 al 13 aprile 1956.

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Cancellare il passato

Prima pagina della Padania del 1998
Prima pagina della Padania del 1998

C’era una volta… – La Lega! – diranno subito i lettori. Ebbene, sì: la Lega Nord di una volta era davvero molto diversa da quella di oggi. Per rendersene conto è sufficiente rileggere quello che pubblicava tra il 1998 e il 1999 la Padania, il quotidiano del partito di Bossi. Ricordate? I rapporti tra il Senatur e il Cavaliere non erano certo idilliaci come ora e i titoli di alcuni articoli dell’epoca sono inequivocabili: “Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca” (2 luglio 1998), “Silvio riciclava i soldi della mafia” (7 luglio 1998), “Berlusconi mafioso?” (8 luglio 1998), “Così il Biscione si mise la coppola” (10 luglio 1998), “Le gesta di Lucky Berlusca” (10 agosto 1998), “La Fininvest è nata da Cosa Nostra” (27 ottobre 1997), “C’è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile” (25 novembre 1999).

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Demodoxalogia della comunicazione

Logo dell'Università Sapienza
Logo dell’Università Sapienza

La demodoxalogia andrebbe inquadrata nel campo delle scienze sociali e della comunicazione. È in estrema sintesi quanto ho sostenuto al convegno nazionale dell’associazione dei sociologi ANS tenuto alla Sapienza l’11 giugno 2009. In questo senso è significativo che l’incontro si sia svolto a Scienze della comunicazione, una Facoltà sorta proprio nell’alveo della sociologia grazie all’impegno istituzionale di Mario Morcellini e Paolo De Nardis negli anni novanta. I due docenti, presenti al convegno, hanno mostrato interesse alla proposta avanzata a nome della Società italiana di demodoxalogia SIDD: non possiamo che augurarci sviluppi interessanti in tempi ragionevoli. Nel frattempo altre iniziative di divulgazione della demodoxalogia sono già programmate per i prossimi mesi: sul nostro sito all’indirizzo OpinionePubblica.Com saranno pubblicati tutti gli aggiornamenti in proposito.

Intanto, proviamo ad accennare ad alcuni dei motivi che spingono a sostenere la rilevanza della demodoxalogia per il mondo accademico e professionale degli operatori della comunicazione.

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Bruno Zarzaca ©reative ©ommons BY NC ND 1997-2022