Opinione senza voce

Copertina del libro
Copertina del libro

Opinione pubblica o “opinione sociale”? Mascia Ferri, dopo l’analisi del contributo sociologico di Walter Lippmann (Come si forma l’opinione pubblica, Angeli, 2006) torna sul tema, affrontato anche in un recente seminario di demodoxalogia (S. Martino al Cimino, 2009), con La voce muta: analisi dell’opinione sociale nel dopoguerra (Ecig, 2009). Secondo l’autrice, in sostanza, il concetto di “opinione pubblica” è suggestivo ma inadatto a un rigoroso approccio scientifico: esistono troppe incertezze sulla definizione; c’è un diffuso pregiudizio che sia un “soggetto” sociale (la personificazione dell’opinione pubblica di cui scrive Allport nel 1937); soprattutto sono deludenti i risultati teorici e empirici fin qui conseguiti. In tale severa critica all’opinione pubblica Ferri, pur apprezzando i contributi di Luhmann e Habermas, pur sottolineando la novità del “sondaggio deliberativo” di Fishkin, evidenzia:

“l’idea disomogenea di opinione pubblica, che impedisce alle scienze sociali di orientare la ricerca in termini pragmatici” e, dunque “la necessità di individuare un altro strumento operativo”: più utile dunque parlare di opinione sociale, definita “il risultato della relazione tra eventi storici, economici, politici, sociali e psicologici” (p.11).

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Opinione Censis

Copertina del Rapporto Censis 2009
Copertina del Rapporto Censis 2009

Dal 1967 il Censis suona le campane e chiama a raccolta gli italiani per l’annuale Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Nelle oltre seicento pagine del volume (Franco Angeli, 2009) il Centro studi investimenti sociali interpreta la realtà nazionale con il suo riconoscibile piglio e una metodologia che, tra l’altro, permette il confronto con i report degli anni passati.

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Bombe e propaganda

Copertina del libro
Copertina del libro

Bombe su Palermo di Alessandro Bellomo e Clara Picciotto è un approfondito studio sugli attacchi aerei subiti dalla città di Palermo tra il 1940 e il 1945: una ricerca condotta in diversi archivi storici italiani e stranieri che riporta la cronaca dettagliata degli eventi e dei protagonisti che si concentrarono in quello strategico teatro di guerra. Nel volume, edito dall’Associazione Italia, sono pubblicate numerose fotografie che documentano con precisione gli eventi bellici trattati. Per quello che più ci interessa, in una delle appendici del volume intitolata “l’uso della propaganda durante la seconda guerra mondiale”, Selene Grimaudo sottolinea il decisivo apporto della demodoxalogia alle attività di intelligence dei nostri militari:

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Sul giornalismo di Pulitzer

Studenti di giornalismo, 1912 (Columbia University, New York)
Studenti di giornalismo, 1912 (Columbia University, New York)

Ancora inedito in Italia, esce il prossimo 5 novembre Sul giornalismo di Joseph Pulitzer (1847-1911) edito da Bollati Boringhieri. Abbiamo letto in anteprima il volumetto che raccoglie due saggi del giornalista-editore di origine ungherese e una postfazione di Mimmo Candito: considerate le recenti polemiche sulla libertà di stampa e altre criticità endemiche specialmente nel giornalismo italiano, dobbiamo riconoscere che i temi affrontati da Pulitzer restano per noi di straordinaria attualità anche a un secolo dalla loro prima pubblicazione (“La scuola di giornalismo alla Columbia University” esce nel 1904 sul North American Review, “Il potere dell’opinione pubblica” è ripreso dall’Encyclopedia Americana). Così, con riferimento a quello che Pulitzer teorizza all’inizio del Novecento, rivendicando “la costruzione di una solida professionalità (tecnica e etica) del giornalismo come filtro essenziale di garanzia per un uso corretto […] delle informazioni” (p.124), oggi possiamo guardare perfino a internet, come a qualsiasi altro mezzo di comunicazione, con ulteriori argomenti a favore del ruolo di responsabilità dei comunicatori (dai giornalisti ai blogger) coinvolti nei processi di produzione dell’informazione, siano essi verticali o peer to peer.

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Lippmann e la demodoxalogia

Lippmann in una foto giovanile (University of Virginia)
Lippmann in una foto giovanile (University of Virginia)

Abbiamo letto con piacere la monografia di Mascia Ferri sul contributo sociologico di Walter Lippmann (Come si forma l’Opinione pubblica, Franco Angeli, Milano, 2006). Il saggio, pubblicato nella collana “confini sociologici” diretta da Paolo De Nardis, è di agevole lettura e propedeutico allo studio della sociologia e delle scienze della comunicazione. Non solo perché approfondisce le idee e gli scritti di un giornalista come Lippmann (New York, 1889-1974) quasi sconosciuto sul piano sociologico, ma anche perché offre un’ampia panoramica dei contributi sociologici attinenti ai temi legati alla visione di Lippmann: i problemi della conoscenza, della coscienza di classe, della complessità, degli stereotipi, delle strategie mediatiche, della rappresentazione del sociale, della libertà e, soprattutto, della democrazia e del ruolo dell’educazione.

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Una storia dimenticata

Pubblicato il 23/11/2003 su Pretesti

Le tracce della demodoxalogia si perdono a Venezia. Quasi per contrappasso, nella stessa città l’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti ha pubblicato La STORIA DEL SONDAGGIO D’OPINIONE IN ITALIA (1936-1994) di Sandro Rinauro, ricercatore all’Istituto di Geografia umana dell’Università di Milano. Abbiamo chiesto un parere sul libro e sullo sviluppo dell’indagine demoscopica nel nostro paese a Giulio D’Orazio, decano degli studi di demodoxalogia.

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Bruno Zarzaca ©reative ©ommons BY NC ND 1997-2022